Le nuvole che vagano nel cielo
non hanno radici né casa; così è per i pensieri
di distinzione che fluttuano nella mente.
Quando si vede la natura della mente,
la discriminazione cessa.
tratto da Il Canto della Mahamudra di Tilopa
Tutto ciò che pensiamo, tutto ciò in cui crediamo, tutto ciò che desideriamo, non è che vento, il vento dei nostri pensieri.
L’aria, quell’elemento sempre in movimento, instabile, volubile, privo di appoggio è in grado di trasportare sabbia, petali, foglie secche. Come il vento solleva la materia, così i pensieri ci sollevano dal contatto con la terra, con la realtà materiale.
Nel mondo attuale tutto si fonda sui pensieri, ma i pensieri su cosa si fondano?
Tilopa dice che i pensieri fluttuano nella mente come nuvole che vagano nel cielo, sospese nel nulla, senza radici né casa. Difficile rammentare che tutto ciò che convalida le nostre decisioni, che sostiene la nostra fede e che motiva la nostra volontà non abbia radice, sarebbe come affermare che la nostra esistenza, quando viene identificata con ciò che pensiamo, sia prettamente illusoria, inconsistente. Questo concetto di vacuità, di trasparenza è inaccettabile per un ego accuratamente edificato al solo scopo di illudere il suo padrone di potersi sentire sicuro di sé, qualunque cosa faccia. Nella psicologia buddhista l’ego è il problema sovrano che inibisce la liberazione interiore, la realizzazione del Nirvana, di quella dimensione in cui il cuore non è più condizionato da una mente incontrollata e insoddisfatta. Il tantriko Tilopa trascende a piè pari l’annoso conflitto tra cuore e mente, senza l’appoggio nemmeno delle pratiche religiose, egli dice: “Quando si vede la natura della mente la discriminazione cessa.”.
La mente è il nostro cielo interiore, per sua natura sgombra da nuvole, è stata la volubile l’aria, il 33°tattva, a dissiparle; come il vento spazza le nubi così la brezza dell’eterno fluire dei nostri pensieri sgombra il cielo della mente dalle idee, dai concetti, dai simboli, nubi di pensiero vittime dell’arrembaggio del saccente l’ego. Identificati con ogni forma-pensiero prodotta la crediamo solida, ma la sostanza che la compone è come l’aria, fuggevole. Confusi dall’inconsistente vorticare delle idee ci lasciamo trasformare dall’ego in bambini animisti, che vedono draghi, sirene e giocattoli di ogni sorta in ogni nuvola deformata dal vento dei pensieri. Ingenui non ci accorgiamo delle nostre proiezioni su quelle bianche lavagne di vapore acqueo e invano tentiamo di aggrapparci ad esse; inutile sforzo, tanto prima o poi l’aria le spazzerà via.
Lascia allora che i tuoi pensieri vaghino trasportati dal vento che transita nella tua mente e, di respiro in respiro, spazza ogni creduloneria.
Accogli l’aria nel tuo corpo come il più nobile degli ospiti, è stata lei a portarti alla vita e sarà lei a sottrartela.
Così la mente, sgombra da nuvole, si accorgerà che i pensieri non possiedono casa alcuna, sono solo squatters, se non li nutri se ne andranno, ma se li vorrai trattenere sappi che sarà a tue spese.
Al prossimo tattva
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