Nessuno riesce ad ottenere la perfezione mediante operazioni difficili e noiose; ma la perfezione si può acquistare facilmente tramite la soddisfazione di tutti i desideri.
Guhyasamaja Tantra
Proseguo la trattazione dei tattva rammentando al lettore che la loro lettura partendo al primo tattva facilita il riassorbimento coscienziale verso un io privo di forma, dove il jiva, l’anima individuata, va ad identificarsi con l’atman, il Sé, lo spirito, la pura coscienza; all’opposto, la lettura inversa va a delineare la sua manifestazione attraverso l’attività duale della mente, soggetta ai vincoli del tempo e dello spazio.
Il 26° tattva insieme ai successivi quattro, trattano i sensi d’azione, il 26 è il senso relativo al generare.
I nostri organi genitali, fonte della vita, agiscono per dare continuità all’esistenza, condotti da un cocchiero il cui nome è libido.
Libido, quella pulsione definita da Freud come principale se non unica, di natura sessuale, traducibile altresì con desiderio, voluttà, che da Jung veniva intesa in qualità di energia psichica, percepita come desiderio, come spirito vitale e come tale non limitata esclusivamente all’ambito sessuale, pulsiona l’essere verso la felicità, il benessere, la gratificazione dei sensi, verso l’orgasmo: fisico, psichico, emozionale. Tale forza alberga nell’essere vivente motivandone la propensione alla vita, al generare: sia all’esterno, attraverso nuove vite, sia all’interno, attraverso nuove forze vitali.
Il concetto psicoanalitico di libido trova il suo parallelismo in oriente nel concetto di kundalini, un’energia così detta divina che si ritiene risiedere silente in ogni essere umano, la cui ascesa può essere posta in parallelo alla progressione e la cui discesa, alla regressione della pulsione libidica. Solo brevi accenni a questo tema così complesso, non possono delucidare il lettore sui vari contenuti citati, ma invogliarlo ad una ricerca più approfondita per comprendere e poter sperimentare le forze che albergano in ognuno. Il lettore a suo piacimento potrà approfondire i concetti psicoanalitici in grado di svelare i processi di adattamento sano o nevrotico, per riconsegnare all’Io, attraverso il simbolo la possibilità di un miglioramento adattivo, fino alla piena soddisfazione. Parimenti potrà iniziare ad interessarsi alla fisiologia sottile rivelata dalle pratiche yoga ed iniziare a prendere confidenza con termini come sushumna, guna, vajra e chitrini, al fine di risvegliare la propria coscienza, riconvertendo il flusso della libido nel proprio canale centrale, ottenendo così la somma felicità e la trascendenza del proprio ego. Non che entrambe le vie conducano a Roma, ma parimenti stimolano, in prima istanza il ricercatore, ad incedere verso la propria felicità.
Veniamo dunque al verso iniziale che parrebbe contraddire quanto finora detto: Nessuno riesce ad ottenere la perfezione mediante operazioni difficili e noiose; ma la perfezione si può acquistare facilmente tramite la soddisfazione di tutti i desideri
L’era in cui viviamo è detta Kali Yuga dalla visione hindu del mondo, che alterna ciclicamente ere, o yuga, che principiano da età dell’oro, come il Satya Yuga, in cui il genere umano è governato dalla verità, a fasi di declino spirituale, che terminano nell’ultima era detta appunto Kali Yuga, epoca caratterizzata dell’ignoranza spirituale, dai falsi dei o dall’ateismo e dalle guerre. Il sistema indicato dai vari tantra, testi appartenenti non ad un’unica tradizione, sottolineano come in quest’era, che rende difficile la maturazione spirituale, siano necessarie misure drastiche per risvegliare la coscienza, misure rivelate dai metodi tantrici tramite culti apparentemente trasgressivi, proibiti, in cui il tantrika, per accedere alla natura della divinità, che è il suo stesso corpo, utilizza mezzi come: alcohol, droghe, carni rosse ed una sessualità libera da vincoli morali. Tutto ciò non è un gratuito lascivismo, ma la profonda consapevolezza di come la coscienza illuminata si renda facilmente contattabile in situazioni estreme, come quest’era richiede.
Non vi è nulla da scartare nell’esistenza.
L’ano è considerato il punto più importante del corpo umano dai taoisti. L’azione del generare che risiede alla basa del corpo, nella zona genitale, quella terra così inesplorata per volere delle religioni repressive, l’11° tattva, concede l’accesso al divino tanto quanto ogni altro senso. Ogni funzione umana rivela un isomorfismo tra Uomo e Dio, per il tantrika ogni parte del corpo è permeata da forze sovrannaturali o in altri termini forze tramite le quali l’ego sfiora la possibilità di dissolversi nel Sé. Beatitudine e realizzazione sono condizioni bramate da ogni essere umano, poiché questa è la nostra natura più profonda.
Il senso del generare, l’11° tattva, ci invita a sperimentare il divino attraverso lo stesso canale che dà la vita. Energia maschie ed energia femminile danzano nello spazio sacro dell’11° tattva, generando e tenendo in vita l’universo, attraverso i figli, i fiori, gli animali, e tutto ciò che l’occhio umano percepisce, comprensivo di ciò che non può essere visto. La facoltà di generare è meravigliosa potenza, in essa la coscienza si espande fino alle microesplosioni orgasmiche. Espellere dagli organi genitali, come assorbire da essi testimonia, quanto l’immissione e l’emissione del respiro, la vita; poiché la vita è un eterno generare che si manifesta nella pura presenza al di là del tempo e dello spazio.
Quando la pelle di due corpi si fonde nel contatto profondo, ogni cellula viene invitata ad aprirsi ed ogni parte del corpo può godere, quanto i genitali, del profumo della vita. In qual momento l’ego si dissolve nella pura coscienza, risvegliata e liberata dagli stessi sensi.
Al prossimo tattva
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