La Natura diventa causa del principio mente allorché è perturbata dalla volontà del Signore che ad essa presiede… . Gli elementi del processo causale sono tre ossia: ciò che ritiene in sé l’idea di causa, lo stato di perturbazione intermedio e il prodotto che ne deriva, così come accade a proposito del seme, del suo enfiarsi e del germoglio.
Tantraloka VIII(253b-60a)
Prakriti & Purusha sono gli estremi polari di una diade indissolubile e costituiscono i tattva XII e XIII; come il polo positivo e quello negativo di una stessa pila, se non esistessero entrambi, la pila non produrrebbe energia. Per portare un esempio maggiormente esplicativo, si può considerare il lavoro di una magliaia, che necessita, per confezionare un maglione, di ferri e di una matassa di lana. Acquistando solo i ferri, essa sarebbe solo in possesso di un potenziale operativo immobile, statico e non in grado di generare alcun maglione, è necessaria la matassa di lana, con i suoi colori e le caratteristiche del suo filato per permettere la realizzazione di uno specifico capo, ottenuto grazie all’interazione con il principio immobile (i ferri) in grado di dare vita alle potenzialità del filato. Le effettive particolarità del maglione dipenderanno da come i fili verranno intrecciati, dai colori, da quanto il crescere o il calare dei vari punti risulterà visibile o meno. Tutto per realizzare un infinito numero di modelli di maglioni o di oggetti vari che si vogliano realizzare, concessi dall’interazione di quella semplice matassa e quegli oggetti immobili (ferri) che detengono in sé un’enorme potenziale.
La tessitura dell’universo viene determinata dal costante lavoro complementare e non irriducibile di due poli opposti:
– L’Essere, Purusha, il principio positivo, il tessitore che penetra la matassa, che dà forma all’informato, legato a Shiva, principio spirituale dell’essere umano sempre presente in ogni aspetto relativo.
– La Natura, Prakriti, sito di manifestazione e dissoluzione, principio femminile, legata a Shakti, energia attiva ed esecutiva.
Prakriti è la sostanza di cui si compone il cosmo e, pur essendo una nella sua indistinzione, contiene una triplicità virtuale, che si attualizza nelle sue molteplici determinazioni, grazie all’influenza ordinatrice di Purusha. I tre principi che compongono la Natura sono: la nigredine (principio di inerzia, ostacolatore e stupido, passivo, oscuro e ignorante, in grado di obnubilare la coscienza, cristallizzandola nella forma solida, corrispondente all’elemento terra; la nigredine, tamah, permette la massima condensazione delle potenzialità dell’essere), la rubedine, rajah (corrisponde all’attività, alle forze di attrazione, all’attaccamento, a ciò che fa rivolgere la nostra attenzione verso l’oggetto, che pulsiona la coscienza verso l’egoità, un principio dinamico e doloroso) e l’albedine, sattva (principio equilibrante, leggero, luminoso, piacevole, genera armonia, luce, spazialità dell’etere ed intona la conformità ritmica dell’esistenza pura; nell’albedine si condensa il piano causale, nel quale nigredine e rubedine vanno a riassorbirsi, priva di attributi e dualità, della sua sostanza è composto il veicolo di beatitudine anandamayakosha). La Natura viene così costituita da una tensione equilibrata di questi tre elementi.
E’ facile intendere quanto la sofisticatezza di tali correnti di pensiero non lasci nulla al caso se caso e verità non possono coincidere.
Non è facile per una mente ordinaria intendere visioni tanto sofisticate e complesse, non perché tale mente ordinaria non detenga al suo interno lo stesso spirito che ne genera la forma, quanto perché la sua visione è limitata da un quadro parziale della realtà. E’ ordinaria in quanto cerca di ordinare, secondo schemi limitati, una totalità che non è in grado di contemplare.
L’azione dei tattva impuri, dove la luce della coscienza è più tenue, è quella di pulsionare la massima identificazione dell’essere con l’oggetto percepito, confondendo l’io con quello, e ritenendo che ciò che si percepisce e si pensa sia tutta la verità, tutta la realtà. Tale autoipnotica maculazione facilita le credenze ordinarie, come ad esempio ritenere che un total look griffato testimoni il livello di realizzazione di un individuo o, parimenti, che i vari preconcetti verso ciò che non si conosce possano supplire l’ignoranza (compresi i preconcetti verso la realizzazione spirituale). La mente ordinaria orienta e ordina la percezione legandola all’attività dei tattva impuri, generando visioni di sé soggette alla magia di Maya, obnubilando la comprensione più ampia della manifestazione.
E’ tempo di farsi aiutare da Socrate asserendo: “So di non sapere.”, affinché uno spazio più ampio assorba la mente ordinaria, condizione senza la quale la comprensione dei tattva più puri si ridurrà a semplice dialettica.
Ai prossimi tattva.
P.S. Non dimenticate che una mente ordinaria sarà comunque in grado di riordinare il vostro guardaroba in centocinquanta modi diversi.
Lascia un commento