34° tattva

L’universo in tutti i suoi molteplici aspetti, sorge da me, in me tuttavia riposa e, scomparso, non v’è essere alcuno che resti. Colui perciò che vede l’emissione, il mantenimento e il riassorbimento così unificati, senza parti, questi risplende invero come immerso nel quarto stato.

Luce dei Tantra

I cinque Principi Puri precedono l’apparizione del pensiero discorsivo, per tal motivo mi preme ripetere per ognuno di essi l’importanza del sentire più che del comprendere. Il comprendere appieno le cose implica un pensiero discorsivo logico, che per sua stessa natura necessita di un linguaggio; ma il linguaggio è frutto della volontà di dare significato alle cose. I tattva puri si attivano istanti prima che questo accada, per tal motivo è quasi impossibile parlarne.

Se il principio Sapienza Pura corrispondeva al principio conoscente nel corpo e Isvara a quello conoscente nel soffio vitale, Sadashiva, terzo tattva, quello conoscente nella mente. Da Lui, dal suo corpo sdraiato come un cadavere, sorge il tridente di Shiva, dove trovano unità: il devoto, il tempio e l’atto stesso di adorare. Il corpo sdraiato come morto rendi innoqui tutti i tattva impuri, e solo il sommo mantra senza suono dà voce al divino.

Il devoto, l’adoratore, non è altro se non la volontà stessa del Signore fattasi altra da sé, egli corrisponde alla suprema realtà, che guarda e desidera il suo oggetto di devozione, l’idam, il “Questo”. E’ il Sé che brama Se stesso e per adorarsi poggia sul trono che egli stesso ha generato (attraverso la coscienza di tutti i tattva), composto dall’essenza stessa del tempio: l’adorazione.

La coscienza del trezo tattva è quella che permette all’oggetto di apparire sotto i riflettori della percezione proferendo: “Io Sono Questo”, in esso vi è un’affermazione dell’anima che si riconosce come l’intero universo.

Più ci si addentra nei tattva puri, più si potrebbe maturare l’erronea convinzione di assurgere a un livello di supereroi con poteri illimitati, ma è meglio lasciare questi pensieri ai registi di Hollywood, in fondo ciò di cui si sta parlando, non è che la natura umana, ampia, complessa, trascendente, di non facile descrizione.

Al prossimo tattva.

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