Il fulgore del luminoso Essere (Universale) non svanisce nella luce o nelle tenebre, perché tutta la luce e le tenebre sono illuminate dalla Coscienza Suprema.
Abhinavagupta
Ciò di cui qui si parla è il Sommo Sé, Shiva, e la sua Potenza, Shakti intimamente bramosi l’uno dell’altra, nella coscienza di essere separati: come il fuoco e il calore, esemplificava Abhinavagupta. Il loro suono è Aham, non udibile dall’orecchio, la cui vibrazione compenetra tutta la manifestazione.
Se a livello di prakriti e purusha, il maschile e il femminile generavano forme diverse, limitate dall’azione delle sei guaine, ora siamo di fronte all’unione della Coscienza con Se Stessa, al di là da ogni vincolo, libera dalla forma e leggera come l’etere. Lei, unione, contempla la soggettività assoluta della Shakti (Potenza) e di Shiva (Io assoluto) e canta il silenzio assoluto del cuore.
L’attenzione dell’uomo è principalmente volta a tutto quello che fa e pensa, poco tiene in considerazione le attività del proprio cervello, le frequenze delle onde che produce ma, anche senza essere un neuroscienziato, sa che ogni giorno è sveglio, sogna, e durante la notte transita in uno stato di sonno senza sogni. Volendo è anche al corrente delle possibilità determinate dalle modificazioni di tali onde, fino a concedergli l’accesso a stati di coscienza come il samadhi o l’estasi, tuttavia mantiene la preferenza nell’identificare come vero e reale ciò che percepisce da sveglio, quando nel suo cervello dominano le onde beta; si sente più sicuro, confortato dalla logica. Peccato che la sua natura non si limiti a ciò. Sarebbe come supporre di poter eliminare qualche elemento naturale, vivere sulla terra eliminando l’acqua o l’aria. L’uomo è tenuto a fare i conti con la propria natura per poterla comprendere appieno. Come esistono elementi indispensabili alla vita nel corpo che sono: terra, acqua, aria, fuoco, spazio, esistono anche naturali stati di coscienza che permettono di vedere con chiarezza al di là della logica comune, ciò che anche altri hanno visto, poiché la natura dell’essere umano è una, singola, unica, originale, ma sempre Uno. Pretendere di ridurre questo uno a qualcosa di soggettivo, non transpersonale e opinabile, significherebbe ricadere in personalismi ben esplicitati dalla funzione delle guaine.
Negli ultimi due tattva la mente va oltre la mente e diviene: amano mati, l’intelligenza della non mente.
Il tantrismo nasce con la volontà di spezzare le catene dell’ignoranza e scoprire nel dettaglio il funzionamento della realtà, sperimentandola sulla propria pelle. Il tantrica è curioso, coraggioso, nuota nell’oceano della propria coscienza tra squali e murene e osa riconoscere nel proprio essere la stessa luminosità sia essa citrina o azzurra come le stelle.
Non è un dovere avvalersi del pensiero shivaita per comprendere la propria natura, essa è già lì e non necessita di alcuna spiegazione; pertanto ogni dottrina, ogni spiegazione, ogni filosofia o psicologia, non sono che polveri colorate, belle per disegnare nel vento.
Da qui in avanti null’altro va più detto.
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