L’AMORE E’ CONTATTO CON LA REALTA’
Cenerentola ci fatto sognare il “vero amore”, James Bond, la “vera virilità”, possiamo dire di essere consci di quanto questi stereotipi abbiano condizionato la nostra esistenza, la nostra capacità immaginativa o il nostro diritto alla felicità?
Cos’è l’amore? Una forza immensa che si scatena con la portata di un uragano e miete, come vittime, tutte immagini dell’ego.
Se l’amore è reale, e non una fiaba ben strutturata per inscatolare la nostra naturale e spontanea vitalità in un modello preconfezionato, dovrà necessariamente aderire alle forze della vita, tanto quanto il fiore di un albero. Possono gli stami di un fiore scegliere da quale altro essere impollinati?, No perché dipendono dalle vie del vento, dal movimento degli uccelli, dagli insetti; l’interconnessione di tutte le forme viventi, ci regala la spazialità e la multiformità di tutta la realtà che ci circonda, ma noi siamo veramte convinti di farne parte? Se ne facciamo parte significa che potrà esistere solo un James Bond e solamente una Cenerentola, poiché il DNA di ogni singolo essere è unico e irripetibile, quindi ogni mito decade e ogni tentativo di assomigliare alle persone che ammiriamo si fa infruttuoso.
Vivere nello spazio dell’amore implica una ricerca assidua, che mai negherà di aderire alla realtà, ai fatti, agli accadimenti della vita e alla morte. Intraprendere questa ricerca assoluta, a cui l’uomo ha sempre anelato, implica anche non aspettarsi nulla da nessuno poiché in noi stessi sono presenti tutte le forze necessarie a condurci verso il vero amore, quello che non teme boomerang; sarebbe pertanto inutile sperare di poter raggiungere una qualsiasi meta attraverso chi per natura è diverso da noi, come cercare di utilizzare i piedi di qualcun’altro per camminare.
Il lavoro interiore per far sbocciare il vero amore è complesso, simile a coltivare piantine di zucchine in un prato pieno di lumache per le quali i germogli sono una delizia. L’amore è delizia e tutti se ne accorgono quando qualcuno ne è pregno. Se l’amore fa parte della realtà e non è un sogno preconcetto nasce spontanea la volontà di sperimentarlo, ognuno a proprio modo, percorrendo tutte le vie del mondo e sperimantandolo in contatto con i più diversi stati di coscienza, fisici ed emotivi. Ma la piccola piantina di zucchine va protetta dalle lumache perché possa crescere e dare i suoi frutti e le lumache, purtroppo, siamo noi.
Siamo le nostre lumache, le nostre forze avverse che si scatenano ogni volta che neghiamo la realtà, ogni volta che ci rifiutiamo di accettare che ciò che abbiamo è esattamente ciò che ci circonda e non ciò che desideriamo. Il desiderio, forza meravigliosa, ci ispira nella scoperta della verità, ma non il desiderio che si accontenta di poche briciole di felicità -quello è transitorio e una volta terminato ci riconduce al punto di partenza- quello che ambisce alla gioia che soddisfa il cuore.
Solo grazie a un profondo faccia a faccia, di fronte allo specchio che si chiama ONESTA’ sapremo se stiamo viaggiando verso un graduale riconoscimento di cosa sia la realtà, o di cosa vogliamo che sia. Nel primo caso la nostra vita sarà una continua e costante scoperta di tante piccole parti di noi, belle o brutte, che si riveleranno senza interruzione, sia attraverso il contatto con gli altri, sia durante la solitudine e si manifesteranno come le forze del vento o gli uccelli per un fiore. Il corpo fisico ne gioverà dimostrando un migliore adattamento alla vita e si aprirà alla scoperta di emozioni nuove e la gioia silenziosa inizierà a fare capolino. Nel secondo caso ci sarà una rigidità muscolare corrispondente ad un modo di pensare che si ostina senza tregua a voler ottenere ciò che desidera, senza porsi alcun quesito su cosa stia praticamente facendo per ottenèrlo. E’ una mente che brama, per nulla diversa da quella della matrigna di Biancaneve che ogni giorno chiedeva al proprio specchio: “specchi specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?” finché lo specchio rispondeva: “sei tu mia regina” la regina stava tranquilla, ma il giorno in cui lo specchio le comunicò che Biancaneve era più bella di lei, la volle uccidere. Gelosia, passione, invidia, odio sono forze compenetrate dall’amore, non lo escudono per nulla se si è disposti a farsi devastare dall’uragano dell’amore, allora i meccanismi che sottendono tutti i nostri giochi mentali e le nostre proiezioni, verranno svelati.
Probabilmente è più facile vivere come la matrigna di Biancaneve e arrabbiarsi con il mondo se non gratifica i nostri desideri flebili di vero amore, vista la percentuale molto alta di persone che così si ostinano a fare, allora consiglio di procurarsi parecchi specchi, poichè molti verranno rotti a causa della rabbia provocata dal non ottenimento, ma attenti, così facendo vi addentrate nel vostro inutile inferno.
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