Un giorno udii il mio maestro ripetere questo antico insegnamento: “Non pensare al passato, non pensare al futuro e non pensare al presente”.
Lì per lì, la mente vacilla, di fronte a queste paradossali indicazioni, ma lasciandosi percuotere da queste parole, essa rimane in balia della ricerca di uno spazio dove potrà ancora esistere. Sospinta da tali indicazioni verrà inevitabilmente condotta a riconoscere che, oltre a queste tre possibilità, ne può esistere una quarta ove tutta l’attività della mente (5 sensi compresi) si dirige verso una presenza assoluta ai fatti che accadono. Siccome i fatti cambiano, si modificano e si trasformano istante dopo istante, la mente si “accorda” -come fosse uno strumento musicale- alla realtà oggettiva.
Così facendo, allenando la mente sotto il dominio della volontà, ogni sua forma di “tossicodipendenza” – data dall’attaccamento dei suoi sensi- guarirà.
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