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33° tattva
Solo chi riconosce nel priprio corpo, nel proprio respiro, nella mente, nel grande vuoto, nella coscienza ormai piena diventa il tremendo. Tantraloca Ciò di cui qui ora parlo non necessiterebbe di alcuna parola. Dire, non è che un tentativo di avvalersi della dea Vac che vomita i fonemi, con cui noi costruiamo il linguaggio e…
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32° tattva
Colui la cui mente è congiunta a rappresentazioni differenziate ottiene poi Shiva dopo la morte del corpo. Chi è libero da rappresentazioni differenziate lo ottiene invece immediatamente. Nisisamcaratantra Per comprendere la natura degli ultimi cinque tattva, considerati puri perché non contaminati dalla guaina di maya, è utile differenziare i limiti a cui la conoscenza è…
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PREFAZIONE
I 36 tattva rivelano i vari volti dell’Io Scopo di questo sito è l’apertura di una finestra tra la psicologia occidentale, a cui si attiene la mia formazione professionale, e le filosofie orientali, che affondano le proprie conoscenze nell’osservazione dell’esistenza ammirata dallo stato della meditazione. Nel Trishirobhairavatantra la coscienza possiede una radice, un punto di…
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28° tattva
“Il cervo muschiato emette una meravigliosa fragranza dal suo ombelico, ma lui pensa che il profumo venga da qualche altra parte, fuori. Così, corre in una direzione, alla ricerca della sorgente dell’odore. Poi s’accorge che la fragranza viene da qualche altra parte e corre nella direzione opposta. In questo modo cerca qui e là senza…
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27° tattva
Kàla, principio di successione temporale, dal quale deriva la sottomissione all’idea dell’irreversibilità del divenire e della successione ineluttabile degli eventi. E’ la proiezione della successione spazio-temporale nell’ambito dell’Eterno Presente dell’Essere che, così, sfugge totalmente all’esperienza frammentaria dell’essere. …
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26° tattva
Questo corpo è prodotto da cibo e costituisce la guaina del cibo e muore se ne è privo. E’ un miscuglio di pelle, carne, sangue, ossa e altre relatività; così esso non potrà mai essere l’eternamente puro Atman che non deve la sua esistenza a nessuno fuorché a se stesso. Vivekacudamani, sloca 154. Le molteplici…
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25° & 24° tattva
La Natura diventa causa del principio mente allorché è perturbata dalla volontà del Signore che ad essa presiede… . Gli elementi del processo causale sono tre ossia: ciò che ritiene in sé l’idea di causa, lo stato di perturbazione intermedio e il prodotto che ne deriva, così come accade a proposito del seme, del…
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23° tattva
Questo corpo, o kaunteya, è chiamato il Campo; Colui che lo conosce è chiamato dai saggi Il Conoscitore del Campo. verso 1, canto XIII della Bhagavad Gita Un sonno profondo avvolge l’anima individuale che riposa nella Prakriti, o sostanza primordiale. Buddhi, l’intelletto vero e proprio, XIV tattva, nella sua accezione di fonte originaria di…
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22° tattva
“Io sono ricco”, “io sono magro”, “io provo diletto nei sensi”, “io sono contento”, “io respiro”, (e nel sonno profondo) “io sono vuoto”; l’egoità è osservabile in questi sei livelli. tratto da Yogatantragranthamala L’organo mentale interno, di cui Ahamkara è il 15° tattva, assolve la funzione di creare un consenso interno all’individuo, attraverso l’arrogazione a…
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21° tattva
Nulla in realtà, malgrado diventi oggetto di conoscenza, cessa di essere Shiva: questo è il motivo per cui la la meditazione (su questo o quell’aspetto) della realtà dà i suoi frutti. tratto da Tantraloka Il mondo oggettivo della percezione consiste in una catena di costrutti di pensiero che fondano la loro attività non solamente sulla…